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5 cose da mangiare a Livorno
Un tour nei sapori della città labronica

Vi abbiamo spesso parlato di Livorno, la città Labronica che ha dato i natali ad Amedeo Modigliani. Oggi però ve la raccontiamo suggerendovi alcuni prodotti e pietanze tipiche da assaggiare assolutamente in loco: una specie di “must eat” livornese. Essendo una località di mare, sulle tavole non manca mai il pesce fresco. Anche sui banchi del mercato ci si può sbizzarrire con il pescato del giorno! Ma oltre a un bel piatto fumante di fritto misto, a Livorno e dintorni si possono gustare tantissimi altri alimenti.

Ecco la nostra classifica:

Il Cacciucco
Cacciucco alla Livornese
Cacciucco alla Livornese

Il re della cucina livornese è il cacciucco: una zuppa di pesce fatta da molti tipi di pesci e molluschi (ma non con pesce raffinato) messi a cucinare in salsa di pomodoro. Alla base del piatto c'è una miscela di aglio, pepe e salvia.

Nettare di Capraia

Il nettare di Capraia è un miele millefiori di consistenza fluida, dal colore ambrato e dal profumo è aromatico; si tratta di un miele  dal gusto leggermente floreale e un sapore quasi amaro, dovuto alla presenza del cardo. Il miele viene da sempre prodotto a Capraia: un tempo era destinato a poche famiglie. Dall’Ottocento, con l’insediamento di una Colonia penale agricola, la produzione è aumentata, diventando un valido integratore alimentare per la popolazione locale.

Torta di ceci
La cecina
La cecina

Non si può dire di aver visitato Livorno senza aver mangiato la Torta di ceci, una torta salata molto bassa (circa mezzo centimetro) che si ottiene impastando farina di ceci con acqua, sale ed olio di oliva. Ha forma rotonda e il colore giallo tipico dei ceci. È morbida all’interno e croccante all’esterno.

Palamita
La palamita
La palamita

La palamita è un  tipo di pesce dalla carne bianca presente nel Parco dell’Arcipelago Toscano.  In genere, viene conservato sottolio a filetti in un recipiente di vetro ricoperto con olio extravergine di oliva, grani di pepe, alloro e peperoncino. Dopo circa una settimana assume il suo aroma ed è pronto per la degustazione.

Pane dolce con zibibbo

Vi abbiamo voluto raccontare anche di un quinto prodotto, più curioso e sconosciuto rispetto agli altri. Volgarmente, quel pane che i livornesi chiamano “Topa”, altro non è che un impasto dolce di farina e un ripieno di zibibbo. Si tratta di una tradizione contadina molto simile al Buccellato di Lucca che, tutt’oggi, viene venduto dal panettiere.

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