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Photo ©pagina FB ProLoco Pelago
Pelago
Pelago
Castelli, pievi e ville, dai monti alla valle

L’ampio territorio di Pelago, ad una trentina di chilometri ad est rispetto a Firenze, si estende dalla pianura alla montagna, accogliendo poggi decorati da filari di vite, ulivi, chiese, case coloniche, antichi castelli e borghi.
È questa una terra dove il verde delle colline ricorda in ogni angolo il colore dell’olio appena franto, mentre il rosso del tramonto riporta al cuore le tonalità, i profumi e i sapori di un piacevole calice di vino. Olio e vino segnano infatti fisicamente e socialmente queste valli, regalando un viaggio che passa per i sensi.
La zona, abitata fin dall’epoca preistorica, conobbe una certa importanza nel periodo etrusco-romano prima e in quello medievale in seguito, anche per la sua fortuna posizione all’incrocio tra naturali vie di comunicazione.

Cosa vedere a Pelago

Dalla sua posizione, il borgo domina la valle; il nucleo iniziale, un insieme di case che circondavano il castello dei Conti Guidi, si allargò in seguito come luogo di villeggiatura di facoltose famiglie fiorentine, che, in cerca di un luogo fresco lontano dalla città, lo costellarono di eleganti ville. Il fortilizio è collocato proprio al centro del paese, dove si trova anche la settecentesca pieve di San Clemente, con il suo Museo di Arte Sacra.

Nei dintorni

Oltre al capoluogo Pelago, il territorio è costituito da numerose frazioni che dalla pianura, attraverso la zona collinare, arrivano fino alla montagna, con le località di Borselli e Consuma, dove gli appassionati di sport invernali si lanciano lungo le piste innevate.
Le colline, dedicate alle attività agricole, lasciano spazio a boschi fitti e vivi, ricchi di funghi e altri doni del sottobosco; questi paesaggi sono legati in maniera indissolubile ai suoi abitanti.
A Raggioli, per esempio, è facile percepire l’armonia tra l’uomo e la natura passeggiando per il borgo tra i suoi vicoli in pietra, respirandone l’atmosfera medievale e ammirando le affascinanti case arroccate, un tempo dimora di boscaioli, carbonai e contadini. Per approfondire la vita e il lavoro di questi abitanti niente di meglio che una visita al Museo della Civiltà Contadina e della Montagna, che raccoglie attrezzi del mestiere e oggetti della vita di ogni giorno.
Rotolando fino al fiume, l’ultima frazione che si incontra prima della riva è San Francesco, collegata alla vicina Pontassieve da un possente Ponte Mediceo di metà Cinquecento.

Eventi

I principali eventi annuali sono legati alle tradizioni culinarie e artigianali della zona.
A maggio si svolge la Sagra del Cinghiale con un menù che oltre alle pappardelle al ragù di cinghiale, al peposo di cinghiale in una versione rivisitata rispetto alla ricetta tradizionale e al cinghiale in bianco ai sette sapori, permette di scoprire anche altri piatti tipici toscani, come i tortelli di patate, la bistecca e i golosissimi bomboloni.

“L’arte del Gusto, il Gusto dell’Arte” è una manifestazione di dieci giorni dedicati all’artigianato, che si svolge nel mese di settembre. Oltre al mercato con i prodotti artigianali locali, sono previsti anche stand gastronomici, mostre ed eventi collaterali.

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Il territorio di Pelago, come buona parte di quello dell’ambito di Firenze e dell’Area Fiorentina, ha una chiara vocazione agricola e le colline sono principalmente dedicate dalla coltivazione della vite e dell’olivo.
I castelli medievali e le antiche fattorie costellano un paesaggio da esplorare guidati dal profumo del vino - siamo nell’area di produzione del Chianti Rufina DOCG - e dell’olio extravergine d’oliva.

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