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Photo ©Public Domain, via WikimediaCommons
Claribel Cone, Gertrude Stein, Etta Cone 1903
Storie di donne queer in Toscana: luoghi, film e libri per conoscerle
6 donne straordinarie che hanno amato la Toscana

L’elenco delle donne vissute in Toscana che fanno e hanno fatto parte della comunità LGBTQ+ nel corso dei secoli è davvero lungo. 

Alcune di loro hanno rinunciato a tutto per vivere la propria vita lontana dagli stereotipi di genere, altre si sono innamorate del territorio e hanno raccontato la Toscana in romanzi e lettere e altre ancora hanno scritto per la prima volta l’amore fra donne. 

In questo articolo vogliamo farti scoprire alcune storie e luoghi da visitare per scoprire la vita di 6 donne che hanno vissuto in Toscana.

Benedetta Carlini
Storia di Suor Benedetta e Suor Bartolomea
Storia di Suor Benedetta e Suor Bartolomea- Credit:  Foto di Sean Warren, Getty Images Signature via CanvaPro

La prima donna di cui ti vogliamo parlare è Benedetta Carlini, suora italiana vissuta nel Seicento e passata alla storia per il suo amore con Suor Bartolomea.

Benedetta Carlini visse la sua vita presso il Convento della Madre di Dio, a Pescia, splendido borgo medievale nella Valdinievole.

Suor Benedetta divenne presto badessa del convento, ma la sua vita fu tormentata da tremende visioni notturne. In accordo con le altre suore del convento, Suor Bartolomea decise di dividere la cella con la badessa per starle vicino e tranquillizzarla durante questi eventi. Quanto accadeva a Pescia però non passò inosservato e il convento divenne il luogo di indagini da parte dei gendarmi pontifici che alla fine scoprirono che Suor Benedetta e Suor Bartolomea erano amanti

Sulla vita di Suor Benedetta è stato di recente realizzato un film che verrà presentato al Festival di Cannes 2021. Il film diretto da Paul Verhoeven, regista di Basic Instinct, è stato  girato tra Montepulciano e San Quirico d’Orcia ed è una delle tante conferme dell’amore dei registi di tutto il mondo per la Toscana.

Radclyffe Hall e Lady Troubridge
Radclyffe Hall e Una Troubridge
Radclyffe Hall e Una Troubridge- Credit:  Foto di Harry Ransom Center, The University of Texas at Austin. Opera in Public Domain via WikimediaCommons

Parliamo ora di due artiste inglesi, la scultrice Lady Troubridge (conosciuta anche come Una Vincenzo o Una Troubridge) e la scrittrice Radclyffe Hall, perché la storia della loro vita non è solo legata alla Toscana, ma è molto importante anche per l’identità della comunità LGBTQ+ dei primi anni del Novecento.

Le due donne, vissute durante le guerre mondiali, viaggiarono molto in Italia e dal 1921 visitarono spesso e per lunghi periodi la Toscana soggiornando a Viareggio, Lucca e Firenze.

Alloggiarono in hotel, appartamenti e in particolare a Palazzo Guicciardini, dove visse anche il celebre scrittore, politico e storico cinquecentesco Francesco Guicciardini. Firenze diventò per loro “our Florence, a shared place of joy”. Fra i luoghi più amati dalla coppia ricordiamo la chiesa di Orsanmichele, il lungarno e i vicoli del centro storico.

Radclyffe Hall divenne famosa per essere stata la scrittrice del primo romanzo a tematica lesbo: Il pozzo della solitudine. Il libro venne pubblicato nel 1928 e destò sin da subito molto scalpore, soprattutto in Inghilterra. La scrittrice fu accusata di oscenità e per questo sottoposta a processo, ma nonostante la censura, il libro venne tradotto in 11 lingue e vendette oltre un milione di copie.

Violet Paget\Vernon Lee
Ritratto di Vernon Lee
Ritratto di Vernon Lee- Credit:  Opera di John Singer Sargent esposta al Tate Britain, opera in Public Domain via WikimediaCommons

Altra donna che amò profondamente Firenze fu la scrittrice inglese Violet Paget, conosciuta con il suo pseudonimo maschile Vernon Lee

Visse gran parte della sua vita a Villa Palmerino, sulle colline poco fuori Firenze, amava vestirsi à la garçonne e nella sua vita amò delle donne, lottando contro gli stereotipi di genere. Non sappiamo se Violet Paget/Vernon Lee fosse una persona trans o non binaria ma siamo sicuri che fu una delle prime persone queer a vivere liberamente la propria vita.

In Italia conobbe il suo primo amore Annie Mayer, il suo secondo Mary Robinsons e infine l’ultimo grande amore Irene Cooper Willis che le fu vicina fino la sua morte nel 1935.

Fu una fervente femminista e pacifista, si scagliò duramente contro la Prima Guerra Mondiale e per questo motivo subì una forte censura durante i suoi anni di attività per poi essere riscoperta a partire dagli anni Novanta.

Alla sua morte, nel 1935, la compagna donò al British Institute of Florence una collezione di oltre 420 volumi, ancora oggi consultabili negli archivi dell’Istituto.

Gertrude Stein
Ritratto di Gertrude Stein
Ritratto di Gertrude Stein- Credit:  Fotografata da Carl Van Vechten nel 1935. Opera in Public Domain via WikimediaCommons

La scrittrice e poetessa americana è una delle figure più importanti della cultura LGBTQ+ mondiale

Gertrude Stein, grande appassionata di arte e dell’Italia, visitò spesso la Toscana e uno dei suoi viaggi rimase nella storia. Sulle colline fiesolane dichiarò il proprio amore eterno ad Alice Toklas e da quel momento la loro relazione, tra alti e bassi come tutte le coppie, divenne una delle più conosciute della storia LGBTQ+.

Gertrude e Alice rimasero insieme per tutta la vita, vivendo a Parigi e dedicando la propria vita all’arte, alla scrittura e ai viaggi. La loro casa divenne un luogo di incontro per pittori e scrittori: da Picasso a Matisse, da Hemingway a Fitzgerald.

Romina Cecconi
Mano con bandiera trans
Mano con bandiera trans- Credit:  Foto di Juan Moyano via CanvaPro

Romina Cecconi è una delle figure chiave del movimento LGBTQ+ italiano. La sua storia è quella di una donna intrappolata nel corpo di un uomo che con il suo percorso ha contribuito al miglioramento delle condizioni di vita delle persone trans in Italia. 

Negli anni Sessanta, Romina Cecconi era solita frequentare il parco delle Cascine e una notte fu vittima di una incursione da parte della polizia. Pagò la sua libertà con il carcere, la violenza e il confino come “persona socialmente pericolosa” a Volturino, un paesino della provincia di Foggia. Alla fine però Romina riuscì a diventare la prima donna trans italiana a ottenere il cambio anagrafico di sesso contribuendo ad aprire la strada alla Legge 164 per l’adeguamento anagrafico dei documenti.

Romina Cecconi ha scritto una autobiografia “Io, la Romanina” e sulla sua vita è stato realizzato un documentario presentato durante la tredicesima edizione del Florence Queer Festival dal titolo La Donna Pipistrello e anche uno spettacolo teatrale.

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