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Giorgio Vasari, Ritratto di sei poeti toscani
5 scrittori toscani famosi, da Dante a Collodi
Gli autori toscani che hanno cambiato per sempre il panorama letterario internazionale

Ci sono alcuni nomi della storia della letteratura che vengono subito in mente quando si parla di Toscana: Petrarca, Dante, Boccaccio... in questa splendida regione il genio creativo ha sempre abbondato come in nessun altro luogo e ha dato i natali ad alcuni degli autori più celebri al mondo.
In questo articolo ripercorriamo la vita e le opere di cinque scrittori toscani che hanno cambiato per sempre il panorama letterario internazionale.

Dante
Dante Alighieri

Considerato il padre della lingua italiana, Dante Alighieri nacque nel cuore di Firenze nel 1265. Da adulto entrò a far parte dello Stilnovismo, un gruppo di giovani poeti che forgiarono nuovi percorsi radicali nella poesia vernacolare. All'epoca l'italiano era considerato a livello letterario inferiore al Latino, ma l'uso di Dante del dialetto fiorentino ne elevò lo status e alla fine divenne l'italiano letterario standard.
Dal 1295, Dante fu attivamente coinvolto nella vita politica della città e ricoprì il prestigioso ruolo di uno dei priori della Signoria all'età di 36 anni. Tuttavia, mentre visitava Roma nel 1302 fu condannato a una multa di 5000 fiorini per una serie di false accuse (tra cui il baratto, l'estorsione e la frode) a seguito di una faida politica in corso e fu esiliato dalla città.
Era innamorato di Beatrice Portinari, che ha immortalato nella sua più grande opera, la Divina Commedia, un viaggio allegorico in 14.233 versi attraverso l'Inferno, il Purgatorio e il Paradiso.
Si dice che Dante sia stato ispirato per la sua descrizione dell'Inferno dall'Orrido di Botri, uno spettacolare canyon vicino a Lucca che vide quando soggiornò nella vicina Montefegatesi in seguito al suo esilio da Firenze.
La Vita Nuova è un'altra grande opera di Dante, che precede la Divina Commedia, ed è una raccolta di poesie liriche (sonetti e canzoni) con commenti in prosa, con molti riferimenti al suo amore per Beatrice.
Dante morì di malaria nel 1321 vicino a Ravenna, dove fu sepolto. 

Giovanni Boccaccio
Il Decamerone, dipinto di Xaver Winterhalter- Credit:  Wikipedia

L'opera più famosa di Giovanni Boccaccio, Il Decameron, è una raccolta di cento racconti e una delle prime opere di prosa scritte in italiano volgare. Nato a Certaldo o a Firenze nel 1313, Boccaccio fu il figlio di una relazione illegittima del commerciante Boccaccino di Chellino. Cresciuto da suo padre a Firenze, partì per Napoli nel 1327, dove iniziò ad interessarsi di letteratura, e in particolare di Dante. 
Per problemi economici Boccaccio tornò a Firenze nel 1340 e si concentrò sulla sua produzione letteraria, lavorando sulla Commedia delle ninfe fiorentine, una poesia allegorico-didattica, e in seguito alla peste del 1348, lavorò al suo capolavoro, Il Decameron, ambientato in una villa appena fuori Firenze nell'anno 1348, dove dieci giovani fiorentini (sette donne e tre uomini) si rifugiarono per sfuggire alla peste che stava devastando la città. L'opera, suddivisa in 100 racconti narrati da 10 voci, documenta la vita in Toscana in quel periodo ed ebbe un'influenza letteraria internazionale, tanto che ispirò I racconti di Canterbury di Chaucer.

Niccolò Machiavelli

Il diplomatico, filosofo e scrittore rinascimentale Niccolò di Bernardo dei Machiavelli nacque il 3 maggio 1469 a Firenze. Lavorando come diplomatico nella Repubblica Fiorentina durante il periodo dell'esilio della famiglia Medici, la sua corrispondenza personale è di grande importanza per storici e studiosi. Infatti fu segretario della Seconda Cancelleria della Repubblica di Firenze dal 1498 al 1512, mentre i Medici erano senza potere, fornendo quindi una visione importante del panorama politico del periodo.
Quando la famiglia Medici tornò al potere nel 1512, Machiavelli fu licenziato e arrestato per un breve periodo. In seguito scrisse Il Principe, nel 1513, l'opera per cui è più noto, in cui spiega come il comportamento immorale, come l'uso dell'inganno e l'omicidio di innocenti, sia normale ed efficace in politica. A causa di queste sue affermazioni il termine machiavellico è diventato sinonimo di inganno politico, spregiudicatezza e realpolitik.
Spesso definito come il padre della moderna filosofia politica e delle scienze politiche, Machiavelli ha anche scritto commedie, canzoni e poesie. Morì il 21 giugno 1527 a Firenze.

Petrarca

Francesco Petrarca nacque il 20 luglio 1304 ad Arezzo da una coppia di Incisa in Valdarno. La loro casa dell'epoca in via dell'Orto è oggi un museo. Successivamente si trasferirono a Pisa e poi a Carpentras in Provenza. Petrarca studiò quindi a Montpelier e Bologna, viaggiando molto e incontrando molti nomi noti dell'epoca, tra cui Roberto d'Angiò, Cola di Rienzo, Visconti e Boccaccio.
Era un chierico e diplomatico per la Chiesa e questo gli permise di viaggiare e proseguire i suoi studi di letteratura antica. Studioso e poeta classico devoto, è considerato il padre dell'Umanesimo, il movimento che pose le basi per il Rinascimento. È anche considerato uno dei padri della moderna lingua italiana.
Le sue opere più famose sono quelle dedicate a Laura, il suo amore idealizzato di cui scrisse nel diario intimo chiamato Il Canzoniere, che contiene 317 sonetti ma anche in poesie come I Trionfi. La sua composizione in latino, l'Africa, è un'altra delle sue opere più importanti, un poema epico sulla Seconda Guerra Punica, ma le sue poesie vernacolari sono quelle per le quali è più ricordato. Fu incoronato poeta laureato a Roma nel 1341, un titolo molto prestigioso. Morì all'età di 69 anni ad Arquà, in provincia di Padova, nel 1374 e lì fu sepolto nella chiesa di Santa Maria Assunta.

Carlo Collodi

Carlo Lorenzini, meglio conosciuto con lo pseudonimo di Carlo Collodi, nacque il 24 novembre 1826 in via Taddea 21, nel centro di Firenze. Prese il nome Collodi dal piccolo villaggio dove nacque sua madre e dove trascorse gran parte della sua infanzia. Scrittore, umorista e giornalista, è noto soprattutto per il suo romanzo Le avventure di Pinocchio che ha catturato il cuore dei bambini italiani (e successivamente dei bambini di tutto il mondo) da quando è stato pubblicato nel 1883. Collodi, vicino Pistoia, ospita oggi un parco a tema dedicato allo scrittore e ai suoi personaggi più famosi dal 1956.
Lorenzini studiò in seminario a Colle di Val d'Elsa dal 1837 al 1842, qui prese l'ispirazione per il suo celebre burattino di legno che sognava di diventare un ragazzo vero. Abbandonata la scuola, acquisì le idee liberali di Mazzini e partecipò alla battaglia di Curtatone e Montanara nel 1848. Al suo ritorno a Firenze, fondò le riviste umoristiche e teatrali Il lampione e La scaramuccia, scrivendo articoli su politica e critica letteraria, nonché schizzi satirici e storie come Macchiette nel 1880 e Occhi e nasi nel 1881.
Deluso dalla politica italiana, si rivolse alla letteratura per bambini, traducendo prima alcune fiabe francesi in italiano per poi dedicarsi alla creazione di opere come Giannettino nel 1876, una serie pedagogica che esplora l'unificazione dell'Italia. Il suo capolavoro, Le avventure di Pinocchio, fu pubblicato a episodi dal 1881 al 1883 nel periodico Giornale per i Bambini ed è uno dei libri per l'infanzia di maggior successo al mondo.
Morì a Firenze il 26 ottobre 1890 e venne sepolto nel Cimitero Monumentale delle Porte Sante.

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